Curva Filadelfia

domenica 17 dicembre 1995

Juventus-Inter 95/96

Filed under: Uncategorized — magicajuventus @ 20:30

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lunedì 4 dicembre 1995

Striscioni, insulti e vandalismi: una serata di inciviltà

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IN TRIBUNA INFAME SCRITTA TORINISTA, VIALLI SE NE VA IN SILENZIO PER PROTESTA

Striscioni, insulti e vandalismi: una serata di inciviltà

TORINO . Luca Vialli fende la folla dei cronisti con la faccia nera delle peggiori occasioni. Ha fatto tripletta ma, spiegazione ufficiosa e pure attendibile, il contorno della partita lo ha nauseato. Alla fine, il bilancio degli scontri contemplerà soltanto feriti lievi. Eppure ieri sera al “Delle Alpi” di raggelante non c’era soltanto la temperatura. Ingresso delle squadre: la curva juventina espone solo due striscioni. Sciopero del tifo, figlio del derby di bastoni pregiocato venerdì davanti alla stazione. Sciopero a favore dei diffidati, gli eroi del tifo più estremo. I due stendardi sono di tema giudiziario politico: uno stigmatizza la “colpa di essere ultrà”, l’altro è una bandiera di An. La curva torinista risponde con altrettanta civiltà. Coreografia bella gianduiotto granata, impreziosita da questo lenzuolo: “Fortunato leucemico fulminato”. Per non disturbare l’effetto scenico, lo striscione viene poi spostato dal primo anello alla gradinata più bassa. I giocatori del Torino, involontariamente, si capisce, vanno a “salutarlo” prima di prendere posto. Calma relativa fino alla fine del primo tempo. Dopo il terzo gol di Vialli, inedita comunanza anti Sonetti. Ma subito, ecco comparire nella curva bianconera due striscioni granata: “Leasing granata” (?) e “Club fedelissimi” Rivarolo Cuneese. Bruciano all’unisono, cadendo in fiamme sul settore sottostante. Con gli immaginabili pericoli. Unico dato positivo: appiccano il fuoco anche all’altro striscione, quello della colpa ultrà. Al 28′ comincia dal settore granata una coordinatissima pioggia di seggiolini, azzurri e grigi; un minuto dopo viene appiccato un incendio ad alcuni gadget bianconeri. I vigili del fuoco vanno per spegnere: seggiolini anche per loro, ma ci riescono. Al 30′ coro beneaugurante “Ci vediamo ad Orbassano” da parte degli ultrà torinisti, dedicato a Sonetti e dall’effetto mille volte più sinistro degli altri insulti riservati al tecnico e a Calleri. Passati altri cinque minuti, le fiamme divampano di nuovo nella curva granata. Stavolta i pompieri si fanno proteggere dagli scudi di due poliziotti, ma devono retrocedere. Fischio finale. Un centinaio di torinisti invade il campo e corre incontro ai cinque giocatori granata che – a mo’ di messaggio pacifista – stanno andando a lanciare le maglie verso le gradinate. Vengono accolti dal lancio di ulteriori seggiolini, provocando la prima delle tre cariche della polizia che svuoteranno la curva. Becca manganellate anche chi era andato alla ricerca di qualcosa di colorato per rendere meno grigia la serata. I pochi a volti scoperto. Nel dopo gara una trentina di persone ricorreranno alle cure del pronto soccorso per ferite soltanto lievi. Chissà chi ha vinto.

Perrone Roberto, Bottura Luca

Pagina 38
(4 dicembre 1995) – Corriere della Sera

domenica 3 dicembre 1995

Juventus-Torino 95/96

Filed under: Derby, fototifo, Stadio Delle Alpi — magicajuventus @ 15:00

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Juve Torino, vigilia di battaglia fra ultrà

Filed under: notizie — magicajuventus @ 00:00

Un inquietante prologo per il derby numero 213 (ore 20.30, in pay Tv). Sonetti in crisi non può perdere; Vialli scuote i suoi: “Dobbiamo essere piu’ pericolosi”

Juve Torino, vigilia di battaglia fra ultrà

Nella notte bastonate in citta’ fra quindici granata e quindici bianconeri: due feriti, dieci denunciati

DAL NOSTRO INVIATO TORINO . L’ anno scorso, il derby che non c’era non ci fu. L’alluvione lo spazzò via (rinviandolo) insieme con cose più importanti, vite umane, case, storie. Era un derby in cui si rinveniva una solidarietà molesta tra le due società : si erano scambiate giocatori e dirigenti, facevano fronte compatto contro lo stadio. La Juve aveva preso Moggi, il Torino il centro sportivo di Orbassano. Troppa amicizia in un derby che era stato vissuto con grande tensione solo dal Toro per cui era la partita della vita. Forse è per questo che, alla vigilia della stracittadina numero 213, gli ultrà hanno deciso di drogare la partita affrontandosi in singolar tenzone, tipo disfida di Barletta. Laggiù (anno 1503) si schierarono 13 italiani contro 13 francesi, e c’erano nomi e motivi più nobili. Venerdì notte in via Sacchi, angolo corso Vittorio Emanuele (di fronte alla stazione di Porta Nuova), erano 15 contro 15, in nome di un’oscena futilità . Al posto di picche e spadoni, le armi erano bastoni e tubi di gomma. I due gruppi, secondo la polizia, intervenuta per sedare il tafferuglio, si erano dati appuntamento per la battaglia con un copione già sperimentato in passato. Al posto dei cavalli, i duellanti si sono presentati con auto e moto. Urla, schiamazzi e rumore di carrozzerie ferite hanno richiamato l’attenzione degli abitanti del quartiere che hanno subito telefonato alla polizia. Arrivati sul posto, gli agenti hanno agguantato, denunciandoli, dieci “cavalieri” protagonisti della rissa. Due giovani hanno riportato ferite alla testa, ma soltanto uno, S.R., 22 anni, si e’ fatto trasportare all’ ospedale (otto giorni per ferite lacero contuse). Un altro tifoso, I.S., 20 anni, pur sanguinante, non si e’ invece fatto medicare. Il regolamento di conti sembra forzato: più che dalla rivalità esistente proviene da un passato che non c’è più . C’era una volta il grande Torino, pace all’anima sua, poi quello di Meroni che sopravvive solo nei libri, ma i fans granata si accontenterebbero anche di quello di Mondonico. Adesso c’è il Toro che scappa: dalla città perchè l’albergo è iellato, dal dibattito (bocche cucite) per accentuare il sentimento “soli contro tutti” che potrebbe accendere gli animi; dalla vigilia tradizionale, annullando l’allenamento del sabato per cercare, nello stravolgimento della normalità , una sorta di catarsi. Il presidente granata Calleri ha scoperto che non solo la stampa, ma anche la Tv imbroglia. Benvenuto al club. La Juventus, attraverso Gianluca Vialli, ha scippato al povero torello anche l’esclusiva della passione: “Non esiste solo un cuore Toro, la Juve ha dimostrato in questo anno e mezzo di avere cuore e grande intensità. E non è più neanche riproponibile l’accostamento Toro operaio, Juve Fiat, perchè questi dirigenti hanno dimostrato di saper proporre una squadra vincente contenendo i costi e operando in economia”. Cosa resta dunque al Toro silenzioso? Solo la partita, la notte fredda dal Delle Alpi (ore 20.30, pay tv), il derby non più come affermazione di una superiorità locale, ma come bisogno primario di punti per evitare la retrocessione. L’anno scorso c’era Rizzitelli che segnava (quattro gol in due partite vinte), c’era Vialli il trascinatore. Gli eroi sono stanchi, anche se il bel pareggio di Parma ha dimostrato che la Juve ha ancora risorse. Da Rizzitelli non abbiamo notizie di quelle del Torino, Vialli ha mescolato problemi a certezze sue e della Juve: “Giochiamo molto per il pressing, ma non riusciamo a trasformare le palle conquistate in palle gol. Sarei preccupato se mi capitassero tante occasioni e le fallissi. Quando sarò ossessionato solo dal gol, capirò che è ora di smettere”. Il tempo non è ancora scaduto, anche se, forse, vedere lo stadio mezzo vuoto (troppo freddo, poco entusiasmo), stringerà il cuore.

Perrone Roberto

Pagina 43
(3 dicembre 1995) – Corriere della Sera

 

 

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